Caratteristiche organolettiche
colore: rosso rubino
profumo: molto intenso e persistente
palato: il suo aroma è dato da uno splendido intreccio di legno di cedro,scorza di arancia, caffè, tabacco, fragoline di bosco, viole.
temperatura di servizio: 20° C
grado alcolico: 14 % vol.
Dalla vigna alla tavola
Giovan Battista Burlotto, il Commendatore, diede vita a quest'azienda agricola, ospitata nella sua bella casa con annessa cappella privata, elaborando uve provenienti da vigneti collocati nelle posizioni più vocate, (il Monvigliero a Verduno, Cannubi a Barolo), che progressivamente, persuaso che si potesse fare vino di qualità solo disponendo di uve di primario valore, aveva provveduto ad acquistare.
Il Commendatore, in un'epoca in cui in Langa si continuavano a commercializzare i vini in damigiane o addirittura in fusti, introdusse l'innovativa prassi di proporre i vini in bottiglia, (con etichetta dove sul modello francese figurava la dizione Chateau), facilitandone la circolazione e favorendo, anche attraverso la partecipazioni a concorsi ed esposizioni internazionali, dove puntualmente conquistava medaglie d'oro e attestati di merito, il raggiungimento di un'immagine e di uno status di produttore di eccellenza. Sono ben 32 le medaglie, che compaiono ancora sulla facciata ottocentesca della casa che tuttora ospita l'azienda, conquistate da Torino a Milano a Parigi, a costituire un palmares di tutto rispetto di cui essere giustamente orgogliosi. Riconoscimenti, come lo status di "Fornitori della Real Casa" e di "Unici Provveditori della spedizione del Duca degli Abruzzi al Polo Nord" del 1899-1900, che confermano la posizione centrale di questa Cantina nel panorama produttivo del Barolo della seconda metà dell'Ottocento e di inizio Novecento.
Giovan Battista Burlotto, al quale si affiancò nella conduzione dell'azienda il figlio Francesco, il diretto continuatore dopo la morte del Commendatore avvenuta nel 1927, ebbe un ruolo chiave e pioneristico anche per l'affermazione del Pelaverga, vitigno e vino di cui fu convinto estimatore e che grazie al suo sostegno, potè trovare nell'area di Verduno il proprio habitat ideale fino a diventarne il centro, indiscusso, di produzione.
A Francesco, dei suoi sei figli, rimase accanto, a condividere le sorti aziendali, solo Ignazio, che divenne l'erede della storia, della cantina e del nome Comm. G.B.Burlotto.
Sei curioso?
il nome Barolo deriva con buone probabilità dal celtico «bas reul», cioè «luogo basso»: interpretazione sostenuta anche dalla conformazione geografica del territorio, poiché il paese si sviluppa su un altipiano circondato da colline.
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