i quattro sensi...
colore: rosso rubino chiaro e brillante che tende al granato con l’invecchiamento.
profumo: floreale con note di rosa e frutti rossi come mirtilli, fragole e con un finale di spezie
palato: fresco, sapido e persistente, leggermente e piacevolmente tannico.
musica da degustazione: "Oh darling" (Beatles)
temperatura di servizio: 14-16°C
grado alcolico: 13% vol.
dalla vigna alla tavola...
I Marchesi Incisa della Rocchetta sono una delle più antiche famiglie del Piemonte. Per secoli sono stati dediti alla viticultura e alla produzione dei vini nel Monferrato astigiano.
Insieme a Langhe e Roero, le colline del Monferrato rappresentano il cuore della viticoltura piemontese. Queste colline, per la natura argillo-sabbiosa dei loro terreni, sono sempre state il luogo più adatto per la coltivazione della vite. Esse offrono anche un micro-clima ideale. Il sole riscalda i vigneti collinari durante i freddi inverni, mentre in estate ed autunno le brezze li mantengono freschi e asciutti dopo le piogge. Le forti escursioni termiche tra notte e giorno contribuiscono anch’esse significativamente alla maturazione delle uve e allo sviluppo dei profumi.
I vigneti dei Marchesi Incisa sono meravigliosamente esposti sulle colline che circondano Rocchetta Tanaro e sono coltivati in modo rispettoso per l’ambiente. La produzione per ceppo è tenuta molto bassa attraverso oculati diradamenti e, sempre per assicurare la massima qualità delle uve, la vendemmia manuale è finalizzata alla selezione delle uve migliori. La vinificazione, che una volta avveniva nelle cantine del castello di famiglia, è stata trasferita presso “La Corte Chiusa”, un’antica proprietà della famiglia, nel centro di Rocchetta Tanaro. Qui, in cooperazione con Donato Lanati, brillante e stimato enologo piemontese, vengono accuratamente seguite tutte le fasi di vinificazione e affinamento.
Ricetta:
Il Tonno di coniglio
ingredienti
- un coniglio intero e pulito
- carota
- sedano
- cipolla
- alloro
- sale
- salvia
- aglio
- olio extravergine di oliva (io ho utilizzato Olio Flaminio).
preparazione
Ho riempito una pentola sufficientemente capiente con acqua, aggiungendo la carota, il sedano, la cipolla e l'alloro e ho portato ad ebollizione.
Ho immerso il coniglio intero nell'acqua, ho messo a fiamma media e l'ho lasciato li fino a cottura ultimata (il tempo dipende dalla grandezza del coniglio).
Ho lasciato raffreddare il coniglio e l'ho disossato staccando i pezzi di carne con le mani; una volta ultimata la spolpatura, ho messo i pezzi di coniglio in un barattolo di vetro alternandoli con uno spicchio di aglio intero e delle foglie di salvia.
A barattolo completo ho ricoperto il tutto con l'olio extravergine di oliva.
Una volta chiuso il barattolo è possibile conservare il coniglio per parecchio tempo.
Io amo presentarlo in tavola facendolo prima sgocciolare dall'olio in eccesso (che si può riutilizzare per degli ottimi sughi) adagiandolo su un'insalatina di erbe di campo e qualche petalo di fiore edibile oppure con un'insalatina mista di rucola e soncino.
Buon appettito!
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Sei curioso?
Il nome "Grignolino" deriva quasi sicuramente da "grignole", termine con il quale vengono indicati, nel caratteristico dialetto locale, i vinaccioli, di cui abbondano gli acini. E' coltivato in prevalenza nel Monferrato Astigiano e Casalese, nelle province di Asti e di Alessandria.
La maturazione dell'uva e di media epoca o medio - tardiva (fine settembre - prima decade di ottobre).
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