Borgogno

Barolo "Brunate" Docg 2006

  • TipologiaRosso
  • Piemonte - ItaliaPiemonte - Italia
  • VitignoNebbiolo
  • Piatto da abbinareprimo
  • punti24 punti
Barolo

Prezzi validi per l'Europa €24.00

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i quattro sensi...

colore: rosso rubino, granato molto intenso
profumo: profumo molto gradevole e delicato con richiami di rosa appassita e note di liquirizia e vaniglia del legno
palato: vellutato, asciutto, rotondo, ricco ed equilibrato nel corpo e nella struttura
musica da degustazione: presto con il video di presentazione del prodotto…

temperatura di servizio: 19-20°C
grado alcolico: 14,50 % vol.

 

dalla vigna alla tavola...

In un luogo particolarmente emblematico del territorio del Barolo, proprio all'incrocio tra la storica collina dei Cannubi e quella delle Brunate, nasce l’azienda Borgogno, fondata negli anni Trenta, che è una classica azienda agricola a conduzione famigliare.
I Borgogno producono e vinificano esclusivamente le uve provenienti dai loro vigneti siti in una delle migliori posizioni di La Morra e cioè il "crus" delle Brunate.
Questa azienda utilizza la propria esperienza vitivinicola per ottenere vini di ottima qualità nel rispetto più totale delle tradizioni e dell'ambiente.
Da sempre il loro lavoro si basa su poche e semplici regole di produzione mantenendo inalterati tutti i passaggi tradizionali che rendono i nostri vini genuini.
L'amore e la passione per queste terre e questi vigneti si è tramandata da padre in figlio e oggi l'azienda viene condotta da Francesco Borgogno, aiutato dalla moglie Giuseppina e dai figli Giancarlo e Claudio che insieme seguono ogni fase della produzione partendo dalla gestione dei vigneti fino alla cura della cantina e di tutta la parte enologica.
Oltre al Barolo l'azienda produce il Dolcetto d'Alba, il Barbera d'Alba, il Langhe Nebbiolo e il Langhe Favorita.

 


Ricetta realizzata da Pietro
www.singerfood.com

Ricetta:

Risotto alla barbabietola fritto su pesto di rucola



ingredienti per 4 “arancini” (definizione impropria, lasciatemela passare)

  • 150 gr. di riso Carnaroli
  • 1 rapa rossa
  • 1 litro circa di acqua salata da tenere calda (in sostituzione al brodo)
  • 20g di Grana Padano grattugiato
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • 1/2 scalogno
  • 10g di burro (meglio se chiarificato)
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • 50 gr. di Camembert Erborinato
  • 2 uova
  • Pan Grattato
  • Olio di Arachidi


ingredienti per il pesto di rucola

  • 100 gr. di rucola
  • mandorle
  • Olio EVO

preparazione

Iniziamo la preparazione del risotto lavando, spezzettando, lessando e scolando la rapa rossa, spelliamola e facciamola raffreddare. A questo punto frulliamo metà rapa un po' di acqua salata tiepida per migliorarne la cremosità. L’altra metà la facciamo saltare in padella con olio EVO e lo scalogno.
Facciamo scaldare un po' di olio in una padella e tostiamo il riso, sfumiamo con il vino bianco ed iniziamo ad incorporare l’acqua salata girando ripetutamente. A circa metà cottura aggiungiamo sia la rapa frullata che quella a cubetti saltata. Continuiamo a cuocere il riso aggiungendo l’acqua quando necessario. Ultimata la cottura il risotto avrà un vivace colore fucsia. Incorporiamo una noce di burro e regoliamo di sale. Facciamo mantecare coprendo la pentola con un coperchio.
Realizziamo delle sfere con il risotto freddo e inseriamo all’interno un tocchetto di Camembert Erborinato, passiamo il risotto prima nell’uovo e poi nel pan grattato per due volte e immergiamo in abbondante olio d’arachidi bollente. Quando sarà dorato poggiamolo su carta assorbente.
Nel frattempo prepariamo il pesto di rucola semplicemente creando la “crema” con un frullatore ad immersione immerso nel suo boccale dove ci sarà abbondante rucola, le mandorle e un filo d’olio EVO.
Divertitevi a comporre il piatto lasciandovi trascinare dalla fantasia…è primavera, meritiamo tutti un po’ di colore!

 

stampaSTAMPA RICETTA

Sei curioso?

"Il nebbiolo cresce fiero dei suoi difetti. a tavola non vuole essere semplice accompagnatore, non è educato come il merlot e neppure disposto al dialogo - o in qualche modo compromissorio - come il sangiovese. È forse, con il pinot nero, il vitigno che più restituisce nitidi gli aspetti del territorio. Non gli interessa essere di facile lettura. Berlo è una sfida: è lui che decide se piacerti o no. Berlo è subirlo. Esserne assoggettati."

[da "Elogio dell'invecchiamento" di Andrea Scanzi]

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