i quattro sensi...
colore: giallo paglierino scarico
profumo: delicato profumo di frutta che riporta agli inconfondibili odori mediterranei della zona di origine
palato: il sapore è ampio ed equilibrato con una lieve dominanza della nota acidula a sostegno della freschezza degli aromi
musica da degustazione: presto con il video di presentazione del prodotto…
temperatura di servizio: 10-12°C
grado alcolico: 13,5% vol.
dalla vigna alla tavola...
Cinque ettari fra rocce dolomitico - calcaree , terrazzamenti a 500 metri s e un’eccezionale esposizione al sole e all’azione iodica del mare della Costa d’Amalfi. Al fascino del territorio di Furore, dominato dalla geometria dei vigneti, va aggiunta la suggestiva cantina scavata nella roccia, dove freschezza e umidità naturali governano al meglio l’invecchiamento in barriques.
Cantine Marisa Cuomo è titolare del marchio Gran Furor Divina Costiera che risale al 1942, quando iniziò ad essere impiegato per commercializzare i vini ottenuti dai terrazzamenti della Costa di Furore.
L'azienda produce oltre a vini di stupenda qualità come il Costa d'Amalfi - Furore Bianco e Rosso, Costa d'Amalfi – Ravello Bianco e Rosso, il pregiatissimo Costa d'Amalfi - Furore Fiorduva insignito di ben cinque grappoli sul "Duemilavini", la guida ai Vini d'Italia edita dall' AIS, (associazione italiana sommelier) e il Furore Rosso Riserva.
Sei curioso?
La Costiera Amalfitana si estende a sud del Golfo di Napoli, nel golfo di Salerno; il suo paesaggio è caratterizzato da montagne a picco sul mare, baie, insenature, rupi scoscese e unico nel suo genere il Fiordo di Furore.
Furore, pare che il suo nome derivi da "Terra Furoris" (in latino furia del mare sulla scogliera), si distingue per la sua tipica struttura a terrazzamenti dai quali lo sguardo può perdersi nell’infinità del mare.
Questi appezzamenti, larghi mediamente non più di tre metri, presentano un profilo irregolare imposto dall’andamento della roccia, ospitano quattro filari di viti a pergola, delimitati da pali di castagno.
Tuttora, le viti vengono piantate sulla macera (i muri verticali di contenimento fra i terrazzamenti, realizzati senza malta, sistemando le pietre l’una sull’altra), allo scopo di favorire il pieno utilizzo dei terreni sottostanti per le coltivazioni stagionali.
Le estreme difficoltà di accesso a questi fazzoletti di terra strappati alla roccia nel corso dei secoli, obbligano ancora oggi i viticoltori a lavori esclusivamente manuali.
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