i quattro sensi...
colore: rosso porpora molto intenso, quasi impenetrabile, è limpido con archetti decisamente fitti
profumo: Al naso si presenta con forza rivelando il profumo di more, ribes e ciliegie
palato: In bocca la forza dell’alcol è supportata da tannini morbidi e da una buona acidità. E’ avvolgente e di lunga persistenza
musica da degustazione: presto con il video di presentazione del prodotto…
temperatura di servizio: compresa tra i 16° e i 18° C
grado alcolico: 13 % vol. circa
dalla vigna alla tavola...
Le Cantine Leonardo da Vinci nascono nel 1961 dalla volontà dei proprietari di trenta aziende agricole che decidono di associarsi per far fronte ai problemi sorti all'indomani dello sgretolamento del sistema mezzadrile.
Si tratta di una società cooperativa che nel 1965 ha la sua prima vendemmia, alla quale segue la semplice trasformazione e vendita di vino sfuso.
Nel 1971, poi, inizia anche la commercializzazione diretta di due prodotti in bottiglia: un bianco, il Collebello, e il Leonardo Chianti.
Questo rosso ancora oggi è presente nella gamma dei vini prodotti.
Negli anni seguenti, incoraggiati dai successi ottenuti, matura la decisione di ampliare l'offerta dei vini dirottando l'attenzione sui prodotti in bottiglia in generale, e su vini di qualità in particolare.
Oggi le Cantine Leonardo da Vinci sono una cooperativa d'avanguardia, innovativa e moderna, che può contare sul lavoro e sulla produzione di uve conferite all'azienda da 160 soci.
Sei curioso?
Il vino è sempre stato un prodotto principe in questa terra ed è stato fatto conoscere anche alla Roma imperiale proprio dagli Etruschi. Proveniente dalla Grecia, già tra il 700 e l'800 a.C., il vino era prodotto in tutta l'Etruria e da qui veniva esportato in varie regioni del Mediterraneo.
A quel tempo non poteva ancora essere bevuto schietto, perché fortissimo; doveva essere mescolato con abbondante acqua, usando grandi vasi dalla bocca larga che consentissero di attingerlo agevolmente.
Era l'unica bevanda riservata ai simposi e ai banchetti e veniva servito da numerosi schiavi con anfore o brocche in coppe di varia forma.
Questa cultura della vite e dell'uva non è mai stata abbandonata in Toscana ed è tra queste braccia esperte che sono stati cullati il Chianti ed il Brunello di Montalcino, per fare due nomi.
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