Caratteristiche organolettiche
colore: rosso rubino con riflessi violacei
profumo: all'olfatto molto fine con sentori di ciliegia, prugna ed una
lieve nota di amarena.
palato: Al palato risulta essere equilibrato con una prolungata persistenza.
temperatura di servizio: 16-18°C
grado alcolico: 13% vol
Dalla vigna alla tavola
Vini, passione e tradizione. La Basilicata sviluppa da secoli l'antica tradizione vitivinicola che ha trovato la sua massima espressione nello storico vitigno Aglianico del Vulture, grazie a un terroir calcareo-argilloso e ricco di potassio. Il panorama viene arricchito da una superfice di circa 10 ettari di terreno vitato coltivata dall'Azienda Agricola Ofanto, che ottiene in pochi anni importanti risultati commerciali grazie ad una produzione di elevata qualità.
Ricetta:
Cosciotto di cinghiale arrosto
ingredienti per 8 persone
- 1 cosciotto di cinghiale di circa 2.5 Kg. ben pulito
- 1 bicchiere d'olio
- 3 scalogni
- 1 cipolla a rondelle
- vino bianco q. b. a ricoprire il cosciotto
- 2 carote a rondelle
- 2 gambi di sedano a tocchetti
- 5 foglie di alloro
- sale e pepe q. b.
preparazione
In un recipente che possa contenerlo tutto, adagiare il cosciotto che si dovrà ricoprire col vino, le verdure e l'alloro.
Coprire con un panno e far marinare in frigorifero per 2 giorni. Scaldare il forno a 150 gradi, asciugare bene il cosciotto e adagiarlo nella teglia in cui avrete riscaldato l'olio.
Calcolare 40 minuti di cottura per ogni mezzo chilo di carne che si dovrà bagnare abbastanza spesso con la sua marinata. Salare e pepare a cottura quasi ultimata, per evitare che la carne indurisca.
Accompagnarlo con della polenta.
STAMPA RICETTA
Sei curioso?
Quando e dove e in quale modo l’ uomo arrivò alla produzione del vino? Come per la produzione o la scoperta di tutte le cose eccezionali… per caso! Sbadatamente vennero dimenticati dei grappoli d’uva in alcune otri…
Il periodo della vinificazione dell’uva non coltivata risale al periodo del neolitico (10.000- 6.000 anni fa) anche se ritrovamenti archeologici hanno dimostrato che la vitis vinifera (specie coltivata da frutto con cui si fa la maggior parte del vino moderno) cresceva spontanea già 300.000 anni fa nel bacino del Mediterraneo, da cui poi successivamente si è diffusa in tutte le zone del mondo a clima temperato.
Come non far dunque riferimento a quella regione del bacino del Mediterraneo che prendeva il nome proprio dal fatto che era ricca di eccellenti vigneti, che è l’ Enotria? L’ Enotria, nell’attuale Basilicata, e in particolare la zona territoriale compresa fra le colonie greche di Metaponto, Siris e Sibari sul Mar Jonio e la città achea di Poseidonia sul Mar Tirreno, venne definita tale dai coloni greci che a partire dal VII sec. a. C. giunsero su queste coste e che subito poterono constatare la presenza dei molti vigneti e la prelibatezza del buon vino (oinos) che qui si produceva.
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