Casa d' Ambra

Biancolella 2011

  • Tipologiabianco
  • Campania - ItaliaCampania - Italia
  • VitignoBiancolella,Forastera,S. Lunardo,Uva Rilla
  • Piatto da abbinaresecondo (pesce)
  • punti9 punti
Biancolella 2011

Prezzi validi per l'Europa €9.90

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Caratteristiche organolettiche

colore: giallo paglierino  
profumo: fruttato, floreale 
palato: secco, pieno, mandorlato, delicato.
musica da degustazione: "I say a little prayer" Aretha Franklin
temperatura di servizio: compresa tra i 12°e i 14° C.
gradazione 12% Vol.

 

Dalla vigna alla tavola

Il fondatore è Francesco D’ Ambra, ovvero Don Ciccio, nato nel 1863 da una famiglia di viticoltori locali, che si dedica, fin da giovanissimo, al commercio del vino d’ Ischia, che è apprezzato e consumato sul mercato della Napoli di fine secolo. Gli affari prosperano così da avviare e sviluppare una grande azienda ad Ischia nell’antica Villa Garavini, che diventa così la sede dell’azienda.
La vendita è estesa ai maggiori mercati regionali per allargarsi poi verso l’estero. Ischia produce allora 250.000 ettolitri di vino. A Francesco D’ Ambra succedono, nel 1952, i figli Mario, Michele e Salvatore. La ditta Francesco D’ Ambra si trasforma in D’Ambra Vini d’Ischia S.p.A. e inizia una serie di trasformazioni che ne fanno oggi un’azienda vitivinicola modello.
Nel 1984 Mario D’ Ambra, divenuto unico proprietario della D’Ambra Vini, riconduce l’azienda ad una nuova conquista di mercati nazionali ed esteri. 

Alla morte di Mario D’ Ambra, succedono i tre nipoti, Riccardo, Andrea e Corrado che continuano l’ attività ispirandosi ai principi di una maggiore selezione delle vigne e a prodotti sempre più caratteristici.
Nel 2000 la proprietà passa all’enologo Andrea D’ Ambra, il più giovane dei nipoti di Mario, che prende la fila di una tradizione di famiglia, iniziata nel 1888 dal nonno Francesco, e che dura ancora oggi dopo più di 100 anni.

Ricetta:

Cozze ripiene in tegame

ingredienti per 4 persone

  • 1 kg. di cozze giganti
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco
  • 60 gr. di burro
  • 2 cucchiai di olio extravergine d' oliva
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • 1 spicchio d'aglio
  • 150 gr. di funghi coltivati
  • 1 fetta di mollica di pane
  • un pizzico di sale
  • pepe in grani

 

preparazione

Far ammorbidire il burro  a temperatura ambiente.
Raschiare le cozze, lavarle in abbondante acqua fredda, metterle in una padella, irrorarle con un cucchiaio d' olio e con il vino bianco secco e cospargerlo con poco prezzemolo lavato e tritato.
Far cuocere i molluschi a fuoco vivace finché si saranno aperte.
A questo punto scolarle, eliminare quelle che eventualmente sono rimaste chiuse, filtrare il liquido di cottura e tenerlo da parte.
Staccare i molluschi e tenere da parte la metà delle valve.
Ora dedicarsi ai funghi: privarli della parte terrosa, lavarli velocemente sotto acqua fredda corrente e asciugarli con un telo pulito.
Bagnare la mollica di pane  con il liquido di cottura delle cozze conservato nel passo precedente.
Tritare finemente i funghi con il prezzemolo  rimasto e l' aglio sbucciato.
Mettere il burro amorbidito  in una ciotola, unire i funghi tritati, prezzemolo e aglio; sbriciolare all' interno la mollica di pane  scolata e strizzata.
Cospargere il tutto con un pizzico di sale  e una presa di pepe  macinato di fresco e mescolare con un cucchiaio di legno fino ad ottenere un composto cremoso ed omogeneo.
Adagiare quindi, uno strato leggero del composto appena preparato sulle valve tenute da parte e porre, sopra ad ognuna, un mollusco.
Ricoprire con il resto del composto, adagiarle in un tegame spennellarlo d' olio extra vergine d' oliva e porle in forno preriscaldato a 170° C per 10 minuti circa, finché risulteranno leggermente gratinate.
Togliere il tegame dal forno e servire le cozze ripiene ben calde in tavola.

 

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Sei curioso?

Biancolella è un vitigno a bacca bianca diffuso in Campania, nelle province di Napoli e Caserta e, in particolare, nell'isola di Ischia. E' probabile che lo abbiano portato nell'isola gli antichi abitanti dell'isola greca di Eubea. Il Guyot (1868) cita il Biancolella fra i vitigni coltivati ad Ischia e in Corsica.
Altre conferme dela presenza del vitigno nell'isola campana arrivano dal Di Rovasenda (1877) e dal Frojo (1871). I sinonimi più utilizzati sono Jancolella o Janculella, Biancolella verace e Petite Blanche in Francia

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